Brividi di freddo,

il gelo attorno,

bianco il paesaggio,

l’auto, seppur muta, sembra inquini con grande fragore.


Il fumo che sale…

sarà il veleno che espiro?

Oppure l’ossigeno usato e rigettato?


Sento una voce, mi allungo, sbircio.

No, non sei tu,

il pelo bianco segnala l’età.


Si apre il cancello,

un giorno come un altro, un cane come un altro,

consuetudine, abitudine


Mi sono abbassato, niente feci se non guardarti,

mi guardasti…

abbassata, umile eppur così forte la mia guancia leccasti.


Da tanto non succedeva,

gli occhi, all’improvviso riscoprirono il pianto.


Partii con rimpianto,

ad altri, per sempre, donerai così tanto.


Grazie Otti, mai lo saprai ma oggi, col tuo sguardo,

mi hai fatto riscoprir,

quello vero, quell’altro.



Giancarlo